La giustizia penale nell’Isontino

Giovedì 18 ottobre 2018 in occasione di un meeting del Rotary Club Monfalcone Grado di cui era ospite e relatore, il Procuratore della Repubblica dr Massimo Lia ha svolto una approfondita disamina della situazione della giustizia penale nell’ Isontino analizzandone le problematiche e le prospettive. Dopo una breve presentazione dell’ ospite ed introduzione del tema da parte del presidente del Club, avv. Francesco De Benedittis. il Il dr. Lia ha evidenziato le grosse difficoltà nello svolgere l’ attività ordinaria della Procura che è essenzialmente a tutela delle vittime dei reati, attività fortemente penalizzata da una grave carenza nell’ organico, specie amministrativo, cui si riesce a fatica a supplire grazie alla disponibilità al distaccamento di personale delle forze di Polizia, Carabinieri Guardia di Finanza e Polizia Locale.
Il problema della carenza di personale amministrativo, pur comune a più sedi giudiziarie, trova un acuzie particolare in una sede periferica e piccola come quella di Gorizia.
Pur tuttavia, nonostante queste notevoli difficoltà operative, il Procuratore della Repubblica ha sottolineato che l’ Ufficio della Procura di Gorizia ha ottenuto comunque importanti risultati in particolare nei processi di Amianto, nei quali l’ impegno dei Magistrati e del Nucleo di lavoro a ciò deputato ha consentito di portare a conclusione tre filoni processuali uno già culminato con la conferma in Cassazione dell’ affermazione di colpevolezza degli imputati, conclusione tutt’ altro che frequente nei processi in altre realtà giudiziarie anche più importanti che si sono occupate di questo fenomeno. Tuttavia ha espresso la propria preoccupazione in ordine al fatto che le carenze di organico possano paralizzare nel futuro l’ attività di indagine per i casi nuovi che purtroppo, stante la latenza della malattia, si presenteranno anche nei prossimi anni.
Non desta invece particolare allarme la situazione legata alla presenza dei richiedenti asilo così come quella legata alle infiltrazioni malavitose, che costituiscono per l’ Ufficio da lui diretto un carico di dimensioni non rilevantissime, almeno fino a questo momento.
A seguito delle domande dei presenti sono stati anche illustrate dal Magistrato le gravissime conseguenze per chi, dopo la legge di entrata in vigore della cosiddetta legge sull’ “omicidio stradale”, causi lesioni in occasione dalla circolazione stradale, ancorpiù ove esse avvengano sotto l’ influenza di sostanze alcooliche o stupefacenti , conseguenze che si riverberano non solo nell’ ambito penale ma soprattutto in ordine alle sanzioni accessorie. Legge che se da una parte ha costituito un deterrente, dall’ altra parte presenta la necessità, per alcune situazioni di minor gravità, di una rivisitazione per adeguare le sanzioni all’ effettiva gravità del fatto. Egli ha altresì espresso la Sua personale opinione in merito all’ opportunità della separazione della carriere evidenziando come l’ aver ricoperto per un magistrato sia il ruolo giudicante che quello inquirente possa essere per il Magistrato un accrescimento più che una penalizzazione.

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