La riconsegna del Battistero: Il discorso della Presidente

La Presidente Lucia Crapesi, assieme al Past President Francesco De Benedittis

Nel corso di una bellissima cerimonia, alla presenza di autorità civili, religiose e rotariane, tra cui ricordiamo: il Sindaco della città di Grado, Dario Raugna, il Delegato dell’Arcivescovo di Gorizia
Mons. Armando Zorzin Vicario Generale
dell’Arcidiocesi,  Mons. Michele Centomo Arciprete Parroco
di Sant’Eufemia in Grado, il dott. Sebastiano Callari
Assessore al Patrimonio, demanio, servizi
generali e sistemi informativi, in rappresentanza del Presidente della
Regione FVG, il Dott. Massimo Ballotta Governatore del Distretto Rotary 2060, si è svolta la riconsegna del Battistero di San Giovanni, alla parrocchia di Sant’Eufemia, nella città di Grado.

Per entrare a pieno nello spirito del servizio svolto, riportiamo le belle e significative parole della Presidente, dott.ssa Lucia Crapesi:

Buongiorno e benvenuti a voi cittadini, associazioni ed autorità ed autorità rotariane.

Oggi insieme festeggiamo la riconsegna del Battistero alla Parrocchia, alla città di Grado, alla regione e come dono di cultura all’umanità intera.

Siamo qui come rotariani per celebrare la materializzazione di un concetto che è nel nostro essere; infatti il nostro motto è “Servire al di sopra di ogni interesse personale” e i “service” sono l’essenza dei nostri club. Come Rotary siamo orgogliosamente la più grande organizzazione di servizio al mondo con 1.2000.000 soci ovunque. Si narra che dove c’è qualcosa da fare per il bene delle persone il Rotary c’è già o c’è già stato. Questo è comprensibile perché sono i nostri Soci che, con le loro osservazioni e pensieri, individuano le necessità ed immaginano le soluzioni con la capacità e serietà che li contraddistingue.

Eccoci qui di fronte al Battistero, monumento paleocristiano del VI secolo che è qui da 1449 anni. Uno splendido impianto ottagonale con una vasca battesimale esagonale al suo interno ed un delicato pavimento musivo.
Grado è un’isola, l’acqua è parte del suo patrimonio ma l’umidità per i monumenti, come pure le nostre case rovina quanto con maestria prodotto nei secoli.
Fu un socio del Rotary Club di Udine a scrivere una lettera al nostro presidente di allora per segnalare lo stato di degrado del monumento e chiedere al nostro Club di fare qualcosa. Il progetto fu discusso all’interno di diversi direttivi del Club che si sono succeduti negli anni fino alla presidenza dell’avv. Carlo del Torre. In quell’anno divenne il progetto principale ed iniziarono realmente le operatività. Il gruppo di lavoro interno è stato guidato dall’architetto Claudia Carraro e dell’ingegnere Pierantonio Taccheo. Molti soci in varia forma hanno contribuito alla riuscita del progetto, sia con l’aiuto materiale, sia con i contatti con la rete di lavoro, sia con la raccolta dei fondi necessari, sia con la promozione di eventi e comunicazione verso l’esterno.
Nella brochure che troverete, i capitoli di questa storia sono ben delineati. Ci sono stati momenti di gioia e momenti di sconforto.
Come tutti gli edifici antichi, strada facendo, le complicazioni si presentano e si tramutano poi in ricerca di nuove soluzioni e nuovi costi.
L’anno rotariano successivo 2018-2019, grazie all’energica presidenza dell’avv. Francesco De Benedittis, ci ha visto concretizzare il lavoro dell’anno precedente con la definitiva concessione dell’inizio lavori.
Questa nostra caratteristica rotariana della ruota che gira e fa si che il progetto sia di un gruppo: il Presidente è in carica un anno e fa del suo meglio per il Club, per il territorio che rappresenta e per rendere comunque questo mondo migliore. E l’anno di Presidenza è un vero anno di servizio ed in continuità.
Quest’estate i lavori sono iniziati sia con le opere di muratura che di pulizia e restauro del pavimento musivo. Il mosaicista Paolo Soravitto, la restauratrice Luisa Fogar, le dottoresse Daniela Cisilino e Maria Caterina Olivieri con laurea in beni culturali e le loro collaboratrici hanno lavorato materialmente con perizia ed amorevolezza.
Durante questo percorso il nostro Club ha “adottato” il Battistero per cui le nostre riflessioni sono state quelle di non abbandonarlo una volta che i lavori che combattono l’umidità siano completati ed affinché le ingenti risorse che sono state impiegate possano essere ben mantenute.
Combattere l’umidità a Grado sembra un’opera impossibile, l’isola vive sull’acqua! In questo caso la perizia dei nostri Soci rotariani, insieme con una ricerca effettuata sui nostri grandi monumenti italiani con lo stesso problema e con la collaborazione della Sovrintendenza in particolare con il dott. Corrado Azzolini ci hanno permesso di individuare una modalità tecnologica che, con la sua maturazione, garantirà nel tempo il risultato.
Il sistema è dato da 3 apparecchiature che vedrete all’interno del Battistero con tecnologia D.I.M. capaci nel medio lungo termine (ci vorranno circa 2 anni) di arrestare le molecole di acqua risalenti il corpo delle murature con l’inversione di polarità delle stesse. In questo modo il fenomeno si arresta per poi retrocedere salvaguardando il materiale. E’ già in atto un monitoraggio continuo sotto la sorveglianza della Soprintendenza Archeologica e delle Belle Arti e Paesaggio del FVG che desideriamo ringraziare. Il rapporto con questa autorità è stato costruttivo e collaborativo. Ha richiesto tempo ma non dimentichiamo che il nostro “Battistero malato” ha 1449 anni!
Ecco, il concetto giusto è che ci siamo presi cura di questo malato e con delicatezza ed ingegno lo abbiamo aiutato a liberarsi dei patogeni che lo avevano aggredito. In questa storia il finale, lo sapete tutti, ci ha fatto trepidare. Nella settimana dal 11 al 15 novembre avremmo dovuto completare i lavori che erano arrivati al 90%, quando il 12 novembre gli eventi eccezionali che periodicamente affliggono la città di Grado si sono presentati con violenza inaudita. All’interno del Battistero ci sono stati 45 cm di acqua all’esterno circa 60. Acqua di mare, non acqua salmastra che è quella che risale dalla falda.
Ci siamo trovati ad affrontare l’emergenza e, lo confesso, con un po’ di disperazione, per timore della perdita del tanto lavoro svolto.
Ci sono le foto che documentano la situazione, i sacchi di sabbia davanti alla porta, gli stivaloni per arrivare… Venezia è stata sotto i riflettori del mondo ma Grado non è stata da meno!

Dopo quei giorni il lavoro è ripreso con alacrità e con interventi straordinari resisi immediatamente necessari. La lungimiranza dei nostri soci Claudia Carraro e Pierantonio Taccheo hanno fatto si che l’impianto elettrico, costruito ad arte abbia subito danni solo nelle scatole che erano state poste prudentemente a 30 cm (quindi sommerse) e che porremo a 60 cm. Il Battistero è stato svuotato dall’acqua più volte e lavato e ripulito dalla salsedine. Alcuni punti in cui il materiale era fresco sono ancora sotto sorveglianza.
Per queste motivazioni oggi potremo visitare il Battistero ma una sua riapertura permanente senza sorveglianza di personale specializzato non è ancora possibile.

In questo grande service la cordata dei Club che hanno partecipato è stata molto nutrita e con grande piacere vedo qui tanti Presidenti ed ex Presidenti di questi Club: Trieste, Trieste Nord, Gorizia, Alto Adriatrico, Aquileia Cervignano Palmanova, Cividale dei Friuli, Tolmezzo, Oberes Murtal (Austria), Carpi.
Abbiamo avuto vicino anche alcuni partner privati: BCC di Staranzano e Villesse, La Banca Popolare di Cividale e l’Hotel Fonzari.
Ci hanno sostenuto in maniera determinante il Rotary per la Regione FVG ed il Distretto Rotary 2060.

In tutta questa attività, abbiamo avuto vicino le istituzioni ed in particolar modo la Parrocchia nella persona di mons. Michele Centomo ed il Comune di Grado.

Direi che abbiamo avuto vicini anche tutti i cittadini di Grado e tutte quelle persone anche straniere che amano e frequentano la nostra bella isola. So che si è parlato molto della nostra attività soprattutto con la speranza che il monumento torni alla sua funzione originaria: il Battesimo, per chi crede, una nuova vita. Confidiamo che per la primavera questo sarà possibile.

Abbiamo l’orgoglio di affermare che ogni centesimo che è stato speso non è denaro pubblico.

Ora però alle istituzioni qui presenti diciamo che ci sono ancora molte cose da fare delle quali non ci possiamo farci carico.
Il nostro impegno di risanare l’umidità, fare l’impianto elettrico, ripulire e restaurare il pavimento e quindi riportare alla funzionalità originaria il Battistero è giunto a termine.
Di questi anni di lavoro ed affinché le ricerche ed il tempo dedicato non vada perduto, produrremo in primavera un libro.
Come detto seguiremo nel tempo quello che è stato fatto con la manutenzione già programmata degli strumenti e con interventi urgenti in caso si esondazione.
Il nostro Battistero è stato protetto e curato dal Rotary affinché possa essere consegnato ancora nei secoli alla bellezza ed alle riflessioni di chi transiterà o sosterà in questi luoghi.

Grazie a voi!

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