Interclub con RC Gorizia “1916-2016: i centenari di un anno che segnò un’epoca”

Intrigante quel plurale nel titolo. E quindi ancor più interessante la precisa, appassionata e divertente relazione di Pier Luigi Lodi a Gorizia il 22 novembre in occasione dell’Interclub con quel Club.
Riunione in cui i due Presidenti , con la calorosa ospitalità l’uno e con una allocuzione di ringraziamento spinto alla ricostruzione della felice “filiazione” del nostro Club da quello di Gorizia l’altro , hanno svolto anche un importante compito di rafforzamento dei legami tra i due sodalizi. Difficile ricostruire la veloce, dotta, particolareggiata ma affascinante esposizione sentita. Infatti quasi mese per mese è stato ricostruito l’anno 1916 in aspetti bellici locali e non, in fatti storici coevi o comunque attinenti , in annotazioni di dettaglio che hanno fatto rivivere la dura ed umana realtà della Grande Guerra ed alcune tappe mondiali della nazioni . Le manovre di sganciamento delle brigate impegnate sul fronte di Caporetto con le vicissitudini di chi fu sacrificato a copertura di esse. La riuscita operazione di spostamento e ritorno sul fronte carsico di quasi 200.000 soldati per tamponare una avanzata austriaca in Trentino la Strafexpedition, con un piccolo capolavoro logistico di Cadorna che fruttò al meglio le reti ferroviarie , con snodo Vicenza. Nella totale copertura dallo spionaggio nemico, per altro fortemente indebolito dal famoso “Colpo di Zurigo”. La grande data (la fine dell’ “Ancienne Régime” l’ha definita l’oratore ) del 21 novembre di quell’anno quando scomparve l’Imperatore Francesco Giuseppe I d’Austria. Ultimo pilastro di quella Casa d’Austria Asburgo-Lorena che non ebbe le figure alternative necessarie ad una continuità che per altro probabilmente era segnata dalla storia, ormai. E così sono stati ricordati i figli Rodolfo , Maria Valeria , Gisella , Sofia e quello che fu l’erede ancora per i pochi anni rimasti dell’Impero, il pronipote Carlo I d’Austria-Ungheria. Per infine tratteggiare la vicenda del fratello Ferdinando Massimiliano d’Asburgo-Lorena (l’altro Francesco Ferdinando fu assassinato a Sarajevo nel 1914) che ancorchè conclusasi tragicamente con la sua fucilazione quale Imperatore del Messico ancora nel 1867 lasciò , per l’aperto dissidio suo con il fratello Francesco Giuseppe, una pesante eredità di difficoltà nella Casa regnante, nell’Impero, nell’Europa. Ritratto che non ha trascurato la leggenda: della sua , in realtà, finta fucilazione e quindi veridicità delle affermazioni della moglie Carlotta sulla sopravvivenza del marito. E della sfortunata fama del Castello di Miramare, sua residenza e rifugio alla fine della “pazza” Carlotta , preannunciatagli al momento dell’acquisto dell’area dai pescatori locali . Posto di “strighe” gli fu detto. E certo non gli portò fortuna. Approfondimento sul “messicano “ Massimiliano non casuale giacchè nel marzo 1916 Pancho Villa condusse millecinquecento guerriglieri messicani in un attacco contro la città di Columbus, nel Nuovo Messico, scatenando la reazione armata degli Stati Uniti. Che fece le prove generali per l’imminente intervento in Europa. Infine vivace è stata la narrazione della vicenda bellica aerea che vide nel febbraio 1916 Milano subire il primo bombardamento aereo della sua storia da parte di due bombardieri da guerra, modello Etrich Taube, della Imperial-regia Aviazione austro-ungarica. I bombardamenti provocano 16 morti e lasciano circa 40 feriti. E la pronta ritorsione italiana su Lubijana . Conclusione con un riferimento alla guerra sui mari dove nel maggio- giungo la Grand Fleet britannica e la Hochseeflotte tedesca si scontrarono nel mare del Nord nella battaglia dello Jutland o dello Skagerrak. Con alterne vicende in termini di definizione di vittoriosi o perdenti, ma con il chiaro risultato di bloccare la flotta tedesca definitivamente nei porti. Citati altri anniversari mancati di quell’anno ( la pubblicazione della teoria della teoria relatività di Albert Einstein, l’affondamento causa una mina tedesca del transatlantico britannico Britannic. e per sabotaggio a Taranto della corazzata italiana Leonardo da Vinci , la spaventosa battaglia di Verdun in Francia). Tesissima l’attenzione dei presenti. Soddisfazione di tutti.

Piero Taccheo

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