La riforma sanitaria regionale in FVG

PilatiIl Dott. Giovanni Pilati è stato chiamato da poco dalla Regione alla direzione della neonata AAS 2. Dalla configurazione geografica non compatta (isontino + bassa friulana fino a Latisana) la nuova Struttura risponde alla volontà di accorpamento ad almeno 250.000 abitati circa il bacino dei servizi per la salute . Rivoluzione cha ha colpito tutte o quasi le parti della Regione. Anche per l’accorpamento Ospedaliero-Area socio assistenziale pur mantenendo il rapporto con le strutture dipartimentali universitarie di Udine e Trieste, l’IRCCS ed il CRO. I dati portati che fotografano anni recenti sembrano molto curiosi. Dimostrerebbero differenze non da poco nella spesa (e quindi livelli di domanda) nelle aree triestina, udinese e pordenonese. Ma non in maniera omogenea. Ed all’interno di una stessa area si vedono differenze non spiegabili tra livelli di costo/prestazioni e patologia. Un gran lavoro da fare perché punto qualificante della riforma è il (famoso) trasporto sul territorio un notevole grado di servizi ospedalieri con la creazione di” centri di salute” integrati ai medici di base tali da limitare ai fenomeni acuti il ricovero ospedaliero. Il tutto poi deve fare i conti con l’innegabile contenimento della spesa sanitaria che coniuga con la famosa “razionalizzazione”.Bolognese, medico specialista di igiene il dr. Pilati nella sua relazione del 07 maggio non ha nascosto le difficoltà del suo incarico, nato da un periodo di consulenza alla Regione in sede di formazione del nuovo Piano sanitario che ha portato alla Legge Regionale di riforma n.17/2013. E specificatamente per un’Azienda dalle notevoli dimensioni territoriali ( si va da Gorizia a Latisana), per standard di patologie o assistenza (i parti ad es.) numericamente insufficienti a mantenere localmente molte strutture , per la presenza di ospedali con offerte duplicate. Vivace il dibattito sia sul punto delle risorse economiche e loro flusso in Regione la cui specialità forse oggi ci mette in difficoltà rispetto altre a statuto normale, sulle consultazioni della Commissione Consiliare con i sindacati degli operatori sanitari fortemente critici ma inascoltati, sul futuro della grande novità dei poliambulatori di base diffusi sul territorio a primo servizio dei cittadini, sul ruolo delle farmacie potenzialmente utilissime perché in prima linea con il cittadino.

Piero Taccheo

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