La guida turistica in FVG nel centenario della Grande Guerra

IMG_46La conferenza tenuta giovedì 29 gennaio, dalla dott.ssa Francesca Pitacco, presidente dell’Associazione delle Guide Turistiche del FVG, sottintendeva due temi: quello della strutturazione ed attività delle Guide Turistiche regionali e quello dell’approccio in generale nel Friuli Venezia Giulia all’insieme di temi, eventi e commemorazioni relativi all’inizio del periodo di ricordo centenario della prima Grande Guerra 1914(1915 per l’Italia)-1918.

Brillante, appassionata e preparata, la relatrice ha spiegato che, quella della Guida Turistica, è una professione disciplinata da legge regionale con apposito Albo (150 oggi le guide iscritte ed abilitate) che offre ai turisti, in gruppo di solito, un’ assistenza culturale a tutto campo durante i soggiorni e le visite. La loro preparazione trasversale è storica, naturalistica, geografica, archeologica, architettonica (la dott.ssa Pitacco è laureata in storia dell’arte ma confessava che anni fa, in previsione degli impegni per questo periodo sulla Grande Guerra, si è aggiornata non poco sul tema).

Per questa importante occasione la Regione ha pensato, con altra legge regionale , di affiancare all’attività delle Guide quella di Esperti Storici formati ad hoc specificatamente sulla complessa riverberazione di quegli anni di guerra sui nostri territori , con qualche problema di coordinamento della due figure. Infatti il dettaglio delle vicende militari strategiche e tattiche spesso trova poco riscontro nei luoghi al giorno d’oggi. Basta pensare al carso triestino e goriziano, luogo (con l’Isonzo) di infinite battaglie con centinaia di migliaia di morti: desolato, pietroso ed arido allora, irriconoscibile ora per la rigogliosa vegetazione che appena fa intravvedere il terreno calcareo ed ha fatto sparire i segni delle trincee, fortificazioni , depositi dove si svolse la dolorosa e terribile vita dei fanti. Viene quindi lamentata la mancanza di tempestivi investimenti in luoghi della memoria deputati proprio a far “vedere” ciò che lo storico racconta ma non c’è più in natura. E ciò ormai a ridosso del periodo del centenario mettendo in serio pericolo un’occasione importante per il turismo regionale .Il nostro territorio infatti concentra dal mare alle Alpi una parte importantissima del fronte della guerra offrendo spunti per la triste realtà della guerra di trincea, di forzamento di fiumi, dell’aspra lotta nelle alte montagne. Tutta l’umana sofferenza di quelle truppe , ben più importante dell’evento bellico in sè, delle strategie, delle terribili armi usate, è quindi sempre presente ed è una traccia fondamentale per le Guide nell’illustrare i luoghi di oggi e le vicende di ieri. La relatrice ha anche osservato che per il turismo economicamente più significativo nei numeri , che può non avere una preparazione culturale specifica, l’allestimento di mostre ed eventi anche scientificamente di grande rigore e qualità ma di dettaglio e che paiono rivolti alle volte prevalentemente alla memoria della popolazione locale spesso non possono essere utilizzati dalle guide nei loro accompagnamenti che durano mezza o un’intera giornata. Una “ricostruzione” popolare del campo di battaglia ad esempio anche se certamente imperfetta e storicamente non precisissima nei dettagli potrebbe essere forse più utile di celebrazioni o mostre accuratissime ma di nicchia. Concludendo, come esempio, raccontando l’impatto incredibile che ha il monumentale cimitero militare di Redipuglia anche nei ragazzini delle gite scolastiche , che al racconto della guerra tristemente a monte di quel sacrario ( per loro avvenimenti spesso del tutto sconosciuti) , alla fine della visita si scatenano giù per i gradoni a cercare il nome famigliare in quello di qualche caduto lì sepolto. Gesto che sottolinea l’umanità del luogo non tanto la sua rigorosa storicità militare. Molti soci stimolati dal tema che coinvolge tutti hanno chiesto chiarimenti ed opinioni della relatrice proprio sul cosa e come fare per usufruire in questi anni del valore di questo centenario. E il presidente eletto Vincenzo, estremamente sensibile all’argomento, si è lasciato scappare di avere già precise idee di coinvolgimento del Club in qualche iniziativa concreta sul ricordo di questo avvenimento che ha segnato popoli e nazioni indelebilmente e la nostra gente indifferentemente a quel parte del fronte appartenesse.

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