La qualità nell’abitare

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L’esploso della costruzione

Sul tema della qualità nell’abitare, che non va confuso con l’abitare nel lusso, è intervenuto come oratore nella serata del 9 maggio Alessandro Beltrame. Imprenditore triestino formatosi professionalmente nella ideazione e realizzazione della grande distribuzione in Friuli ed a Trieste ha illustrato preliminarmente come curare, nella realizzazione delle nostre case,  gli ambienti in cui soggiorniamo  ogni giorno sotto il profilo del confort, della salubrità, della privacy, della comodità, del risparmio energetico, del controllo delle attrezzature elettriche ed elettroniche , dell’isolazione acustica, della disponibilità dei servizi condominiali sia ancor più che un  condivisibile obiettivo una filosofia di vita.

Nel senso che non conta più solo la correttezza nella distribuzione degli ambienti, l’efficienza e completezza degli impianti, la cura delle finiture, ma conta “come “ sono fatti gli elementi che spesso non vediamo (sono sotto la “pelle” di pitture e piastrelle) e qual è il processo che ha guidato la progettazione e la costruzione che devono essere sempre aggiornati, coordinati ed innovativi.

È questa la via per fare bio-edilizia rendendo lo sviluppo del settore eco sostenibile mediante processi industriali controllabili, materiali naturali e spesso riciclabili, consumi energetici contenuti.

Beltrame ha detto che solo così  (oltre che trarne lui personale soddisfazione) chi andrà ad abitare percepirà la sensazione psico-fisica di star bene: e l’esempio portato gli ha dato ragione.

Relativamente novizio nel settore immobiliare, egli ci ha illustrato che dopo alcune esperienze realizzative  importanti per il suo personale  rodaggio nel  processo del costruire  senza background preconcetti, il lavorare quotidiano  in un cantiere ( ha scelto la faticosa strada della diretta regia di tutte le sue operazioni ) com’è stato quello  della ristrutturazione di casa Mayer a Trieste in via Cavana (uno degli interventi più apprezzati e conosciuti di questi ultimi anni nel capoluogo regionale) l’ha spinto a continuare. Sono  state la combinazione e la fortuna, che non guastano mai, a portarlo all’attuale progetto in corso. L’incontro è avvenuto sul colle di S.Vito con  una vecchia casa della fine ‘800, sei piani con  muri diroccati e solai pericolanti, un’area  postica a giardino abbandonata , una sola facciata di tipologia importante  inserita in una stretta via senza particolare qualità. Ma il vecchio portone aveva un foro: da esso vi si scorgeva un panorama mozzafiato sul golfo. E ciò dal piano terra. Cose che succedono a Trieste: con un  innamoramento immediato ha  colto subito le potenzialità di qualità ambientale del fabbricato. Una tale bellezza di vista richiedeva però un’attenta valorizzazione dell’edificio senza banalizzare le sue potenzialità. Così, conservato il muro (ora postico) con acrobazie strutturali, il progetto di ricostruzione ribalta la facciata “buona” verso mare, verso il panorama, la arricchisce di grandissime terrazze, la dota di grandi serramenti a tutta altezza e di parapetti vetrati. Tutto perché la preziosa veduta dagli appartamenti sia in totale libertà verso il mare, verso il Castello di Miramare, verso i tetti di Cittavecchia. Così nasce “Panorama Giuistinelli”, 20 alloggi con gran quantità di servizi condominiali (SPA, cantine, laboratori bricolage) e parcheggi interrati oggi in avanzata costruzione e già nota non solo localmente ma anche sulle principali riviste internazionali del  settore.

Ma “come” costruire l’involucro per gli abitanti che godranno di tanto panorama? E qui l’oratore ha raccontato come sia stata profusa (con un lavoro di equipe tra i suoi giovani collaboratori, i progettisti, gli strutturisti, gli impiantisti, le imprese specializzate, i fornitori) la ricerca all’innovazione ed al massimo aggiornamento tecnico nel settore edile, per porre anche questa esperienza come unica ed irripetibile ma istruttiva nel metodo e nell’ approccio alla “qualità” della dimora.

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Innanzitutto per l’aspetto energetico: già evoluto per prassi e per norme qui ha puntato alla autosufficienza energetica con un sistema geotermico (sonde a 120 metri di profondità per km. e km. allo scopo di captare le temperature costanti nel sottosuolo ( circa 10/11 °C) utili per contribuire con calore d’inverno e bassa temperatura d’estate) , con pannelli fotovoltaici per rendere autosufficienti i consumi condominiali, con serramenti di prestazioni elevatissime, con sistemi di captazione della luce solare sul tetto e suo invio in fibra ottica nelle scale dei due fabbricati attigui, con minipale eoliche per integrare la produzione di energia elettrica a tutto vantaggio della bolletta, con un complessivo superisolamento termico che porterà il fabbricato a qualificarsi,  con le restrittive norme altoatesine di CasaClima,  nel primissima categoria: quella detta A+.

Ma poi per quello acustico: difficile  tema spesso trascurato e che vede alle volte i costruttori disattenti o superficiali con anche conseguenze legali per la litigiosità che si instaura tra i condomini. Qui l’attenzione posta è stata massima (ed il tema è tecnologicamente difficile e raffinato) puntando non solo al “vero” rispetto delle norme ma imponendo ai costruttori un obiettivo di miglioramento del 10% dei limiti di legge.

Quello che ha colpito di più l’attento uditorio è stata la soluzione adottata per la struttura della casa. Sul basamento  in cemento armato dei garage e servizi, si innalza per i sei piani abitabili interamente prefabbricata in legno, con travi e pilastri in abete e solai e pareti in tavoloni pieni di grandi dimensioni e spessore (20 cm) in modo che tutti gli ambienti siano contornati dal legno, in tutte le direzioni. Progetto assolutamente all’avanguardia, ha spiegato Beltrame, anche per il produttore che, benché leader delle case in legno, si è cimentato con un pluripiano di tale altezza e con caratteristiche energetiche ed acustiche estreme. Ma ha accettato la sfida condividendo rischi ed obiettivi. E risolvendo tutti i problemi statici relativi alla sismicità (l’elasticità degli elementi e dei nodi garantiscono dal crollo) e di sicurezza legati al pericolo d’incendio (il legno si comporta meglio del ferro e del cemento armato).

Evidente la (contagiosa) soddisfazione  e passione che Beltrame apporta nei suoi progetti. Finito uno, il prossimo sarà ancora una ricerca, un enorme sforzo di innovazione ed aggiornamento, un’invenzione che stupirà come il progetto che ha illustrato. Il cui costo (domanda inevitabile del pubblico) è elevato ma non è paragonabile con quello un condominio classico proprio  per i contenuti aggiuntivi e le caratteristiche di questa offerta contenente veramente tutti gli elementi per un vita abitativa migliore e di qualità.

 

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