Che ne sarà della carta stampata?

Il dott. Omar Monestier, direttore del Messaggero Veneto

Giovedì 11 ottobre. Il dott. Omar Monestier, da pochi mesi direttore del Messaggero Veneto, è stato ospite di tre Club in occasione di un Interclub fra l’ospitante Aquileia-Cervignano-Palmanova, quello di Cividale ed il nostro Monfalcone-Grado.

Con asciutto realismo e senza giri di parole ha raccontato non solo della propria esperienza di giornalista e dirigente per giornali “del territorio” in Trentino, Veneto ed ora in Friuli, ma soprattutto ha raccontato della inarrestabile involuzione del giornale stampato.

Tutti i quotidiani, quelli nazionali molto più dei locali che hanno una affezionata utenza interessata alla cronaca di casa, hanno perso negli ultimi anni 1 milione di copie in tutta Italia anche a causa del calo della pubblicità per la crisi economica e che, seguendo quello che più rapidamente succede all’estero, si trasformerà in un prodotto on-line.

Oggi quasi tutti i quotidiani sono presenti sul Web con una sintesi delle notizie (sì che oggi noi leggiamo le notizie che ieri potevamo vedere con il PC) e tentano di strutturarsi per avvicinare i giovani, con molta difficoltà perché questi, al massimo, accedono ai social network dove spesso regna la fretta, la superficialità e mai l’approfondimento. Fra qualche lustro, probabilmente anche in Italia, tutti i quotidiani saranno on-line e la vera rivoluzione sarà quando, come già succede in Inghilterra e USA, accedervi sarà a pagamento e non più gratis come ora. La sfida è evidente perché oggi né il giornalista è molto motivato ad impegnarsi per un prodotto senza ritorno economico e l’utente non si aspetta molto da qualche cosa di gratuito. Quando si ripristinerà il giusto rapporto fra le parti la qualità e la sfida fra editori e giornalisti per conquistarsi il pubblico riprenderà ad essere determinante.

Molte le domande con risposte dirette e precise anche sull’attualissimo tema della corruzione politica diffusa e così minatoria dell’etica pubblica e privata. L’oratore ha espresso forte preoccupazione per la crescente distanza fra i cittadini italiani e quelli europei per la grave caduta nel nostro popolo della legalità in generale nella propria vita, tanto da fargli dire che pare difficile pretendere efficienza, correttezza, moralità a chi sta allo sportello se poi noi stessi al di qua spesso siamo spinti a…non pagare il ticket del parcheggio.

In realtà, secondo il relatore, tutti più o meno erano a conoscenza di questi scandali, perché la stampa le notizie le riporta, ma che l’esplosione (e l’indignazione) avviene quasi sempre perché nel gruppo di potere qualcuno resta fuori dai benefici e quindi si vendica denunciando fatti precisi che permettono alla Magistratura di agire con certezza. Nessuna soluzione suggerita alle persone oneste, se non quella di resistere , di essere critici , autonomi nei giudizi e….. di leggere i giornali, stampati o on-line, perché che siamo d’ accordo oppure no con quello che leggiamo comunque siamo stimolati a pensare , sfuggendo all’omologazione.

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Una risposta a Che ne sarà della carta stampata?

  1. Rudi Vittori ha detto:

    Non sono potuto essere presente alla conferenza e me ne dispiaccio molto, perché gli argomenti dibattuti sono stati sicuramente molto interessanti.
    Devo dire però che c’è un’imprecisione, o nel post, o in quanto ha detto il relatore.
    Non dovremo attendere dei lustri per poter abbonarci alla versione completa dei giornali on-line. Già oggi la maggior parte di essi esiste in abbonamento in formato on-line. Oltre ai quotidiani nazionali, come il Corriere della Sera, Repubblica, Il Sole 24 Ore, soltanto per citare i più letti, esiste la versione on-line anche del Piccolo, ma esiste anche del Messaggero Veneto.
    Ci si può abbonare, acquistare numeri singoli e si possono visionare tranquillamente con PC, MAC e con i Tablet, oltre che con gli smartphone.
    Il futuro è già qui.

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