Paolo Morocutti: i tre cervelli

Il Dott. Morocutti (sulla destra) tiene la conversazione sui 3 cervelli

Giovedì 17 maggio, presso l’Enteca “la Serenissima” di Gradisca d’Isonzo, il Dott. Paolo Morocutti, psicoterapeuta formatosi alla scuola della Gestalt, ha intrattenuto i numerosi partecipanti alla conferenza sul concetto dei tre cervelli che tutti gli esseri umani possiedono.

La psicoterapia della Gestalt si considera a pieno titolo una forma di psicoterapia umanistico-esistenziale, in cui l’attenzione è posta sulla dinamica inarrestabile di creazione di configurazioni figura-sfondo, che rappresentano continui cicli di contatto tra l’organismo e l’ambiente che lo circonda.

Secondo il neurologo Paul MacLean, il nostro cervello è costituito da tre componenti distinte, ognuna delle quali rappresenta un momento evolutivo ben preciso della specie umana. Un po’ come succede in un sito archeologico o con gli strati geologici delle montagne, anche il nostro cervello sarebbe il risultato finale di tre sedimenti stratificatisi durante l’evoluzione:

  • l’archipallium o cervello primitivo, costituito dal cervelletto e dal bulbo spinale;
  • il paleopallium o cervello intermedio, costituito dal sistema limbico;
  • il neopallium o neocortex chiamato anche cervello superiore, costituito dagli emisferi cerebrali.

Il primo corrisponde al cervello rettile ed è sede degli istinti primari e di funzioni vitali come per esempio il controllo del ritmo cardiaco e respiratorio; il secondo corrisponde nella scala evolutiva al cervello dei mammiferi, specie di quelli più antichi ed è coinvolto nell’elaborazione delle emozioni; il terzo, più recente, è esclusivo dei primati ed è sede di tutte le funzioni cognitive e razionali.

Il Dott. Morocutti partendo dall’enunciazione di tale teoria e attraverso anche il coinvolgimento del pubblico in alcuni test, ha sommariamente spiegato la professione di psicoterapeuta e il percorso corretto che un professionista deve intraprendere e percorrere per riuscire a dare un reale contributo alla stabilità emotiva del paziente.

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